Menu Principale
Prodotti
Link consigliati
| News |
|
|
|
There are no translations available. 11/01/2012 - La Sicilia dice sì a 17 progetti “rinnovabili” in Provincia di PalermoLa Sicilia potenzia le sue dotazioni "rinnovabili". La Regione, infatti, ha appena ritenuto finanziabili 17 progetti della Provincia di Palermo per l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Gli interventi, mirati alla salvaguardia dell'ambiente e al risparmio energetico, ammontano ad un costo totale di circa 11 milioni e 700 mila euro e saranno finanziati dall’Unione europea e ammessi alla graduatoria della linea d'intervento “Sviluppo urbano sostenibile” del Po Fesr Sicilia 2007/2013. I lavori interesseranno in particolare interventi sulle centrali termiche di proprietà della Provincia e l'installazione di impianti fotovoltaici da 20 Kwp negli istituti scolastici superiori di Palermo, di Termini Imprese, di Alia, di Ciminna, di Lercara Freddi e di Marineo. fonte: zeroemission.tv 24/12/2011Sisolar Energy vi augura Buone Feste 15/12/2011 - Ecco il veicolo ibrido configurabile per le esigenze della cittàDalla ricerca arriva un aiuto per decongestionare le città sempre più inquinate: per ora è un prototipo di veicolo ibrido con un sistema di propulsione termo-elettrico in grado di interagire con stazioni di comunicazioni fisse, attivando la modalità a zero emissioni all’ingresso nelle zone sensibili. È stato creato dal dipartimento di Ingegneria Industriale dell’università di Roma Tor Vergata e presentato al Motor Show di Bologna. Come ha spiegato Francesco Mecocci, ricercatore che ha lavorato allo sviluppo e alla sperimentazione del prototipo, il sistema “è scalabile su veicoli ibridi con differenti configurazioni”. Il veicolo è quindi in grado di adattarsi alle diverse modalità richieste, da totalmente elettrica a 100% termica passando per tutte le configurazioni ibride intermedie, prosegue Mecocci “si rende possibile l’integrazione e l’ottimizzazione della flotta nel contesto urbano”. Un esempio dei benefici di tale è sistema è dato dal fatto che “grazie alla conoscenza a priori del percorso, si può preservare lo stato di carica delle batterie di trazione per l’utilizzo nelle aree in cui è obbligatorio il transito in modalità pienamente elettrica, attivandola nel momento in cui al veicolo viene comunicato l’ingresso e ricaricando gli accumulatori all’uscita, per rendere nuovamente disponibile il loro utilizzo quando necessario”. (a.b.) fonte:zeroemission.eu 15/12/2011 - Biodiversità: ruolo importante nella creazione di posti di lavoroIl valore della biodiversità e dei suoi ecosistemi è sempre più riconosciuta nella politica. La biodiversità è importante nel sostenere i servizi ecosistemici vitali (ES), come la fornitura di acqua pulita, ma può anche fornire vantaggi sociali, come il miglioramento dell'occupazione. Il rapporto realizzato dalla Fondazione ENI Enrico Mattei si è focalizzato sull'impatto della biodiversità sull'occupazione e sui servizi previsti per i Paesi più vulnerabili. E' emerso che il lavoro è direttamente collegato alla biodiversità attraverso l'occupazione delle persone per gestire e conservare le aree protette e anche attraverso l'occupazione nei settori della biodiversità sostenuta, come ad esempio nella pesca, nella silvicoltura e nell'agricoltura. C'è anche un collegamento indiretto dell'ES, come la fornitura di acqua e depurazione, in quanto diverse persone sono impiegate nella gestione delle acque e nelle industrie connesse. fonte:zeroemission.eu 20/10/2011 - Il 90% degli italiani vuole fortemente le rinnovabiliCresce l’interesse per le fonti energetiche rinnovabili e di pari passo aumenta la percezione secondo cui l’efficienza energetica e un giusto approvvigionamento energetico siano realmente tra le soluzioni più efficiaci per combattere e contrastare il cambiamento climatico.Ma cosa ne pensano gli italiani? La risposta è stata fornita dall’Ispo, l’Isituto di ricerca fondato dal prof. Renato Mannheimer che da anni si interessa di investigare nel sociale, nell’economia e tra le istituzioni valutando l’opinione del pubblico e degli opinion leaders. Tenendo sempre in considerazione l’evoluzione sociale relativa soprattutto ai grandi processi che trasformano la società e le abitudini quotidiane, l’Ispo ha spesso interpretato i bisogni e le scelte dei consumaotri, dei cittadini e degli elettori al fine di tracciare una panoramica quanto più completa possibile su quello che è il popolo italiano oggi. Per meglio monitorare i cambiamenti della società e per creare una sorta di database delle tendenze della penisola, l’Isituto fa tesoro di quanto appreso in 15 anni di studi che si sono concertati sull’energia e, al fine di dare maggiore voce al comparto è passato alla creazione dell’Osservatorio ENERGIA, punto di riferimento per gli operatori di settore e matrice di informazioni che analizzano “l’evoluzione della sensibilità pubblica nei confronti della questione energetica e delle questioni più attuali ad essa collegate”. Analizzando le questioni energetiche da due differenti punti di vista, quello della popolazione e quello degli opinion leaders, l’osservatorio monitora con cadenza semestrale per la popolazione e annuale per gli altri utenti, l’evoluzione e il cambiamento di opinione su questioni centrali della vita quotidiana. Attraverso interviste telefoniche effettuate tra gli 800 italiani scelti tra gli aventi maggiore età di differente istruzione e ceto sociale e nelle differenti aree geografiche si riesce ad ottenere risultati caratterizzati da una giusta eterogeneità. Cento tra giornalisti, analisti finanziari, accademici, Associazioni di categoria, imprenditori/dirigenti di grandi aziende e Istituzioni vengono invece intervistati annualmente via telefono o web per rispondere ad un questionario strutturato con un taglio più elevato rispetto a quanto riservato ai comuni cittadini. Dall’ultima indagine condotta l’Ispo, risalente al maggio scorso, l’Ispo ha messo in luce una diffusa preoccupazione nei confronti della necessità del miglioramento dell’approvvigionamento energetico specificando che secondo le interviste effettuate tra la popolazione per più di due italiani su tre la sicurezza energetica rappresenta una fattore prioritario, il più importante e in alcuni casi uno dei più rilevanti con un aumento del 3% rispetto ai risultati ottenuti nel mese di maggio 2010. Per gli opinion leaders intervistati la situazione è altrettanto grave: 9 osservatori su dieci ritiene il migliormaneto dell’approvvigionamento energetico una delle tematiche prioritarie e più critiche con un aumento del 31% rispetto ai dati precedentemente archiviati. Ma gli italiani sanno veramente cosa significa fonte energetica rinnovabile, o risorsa, o quale siano le fonti primarie e quelle di approvvigionamento? Dai dati Ispo emerge una popolazione che per due casi su tre si dichiara poco o per nulla informata in merito alla direzione che il panorama energetico nazionale sta intraprendendo, con un 38% degli intervistati tra la popolazione che si dichiara informato in merito a fonti primarie e di approvvigionamento energetico. Per il benessere energetico del paese, segnala l’Istituto, almeno il 78% degli intervistati pensa che il contributo del singolo individuo sia di vitale importanza per il raggiungimento degli obiettvi energetici e di risparmio delle risorse, dato che solo 4 anni fa raccoglieva il favore del 66% della popolazione. Tra gli italiani è infatti ormai diffusa l’adesione a pratiche quotidiane di risparmio energetico che vanno dall’utilizzo esclusivo di lampade a basso consumo energetico, all’attenzione allo spreco di acqua, alla moderazione nel riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni fino allo spegnimento degli stand-by degli elettrodomestici. Tra le energie più conosciute e apprezzate i dati Ispo segnalano le fonti energetiche rinnovabili: sono noti al 90% degli italiani sia il solare che l’eolico, viste anche come valida alternativa all’importazione di combustibili fossili secondo il 70% del campione partecipante all’indagine. fonte: www.rinnovabili.it 13/10/2011 - Sisolar Energy avvia la produzione di lampade led
Nasce la nuova divisione produttiva Sisolar Energy, grazie alla partnership con prestigiose aziende internazionali, Sisolar Energy avvia la produzione di Lampada Led, le lampade che garantiscono un risparmio energetico del 90% rispetto le comuni lampade alogene e che assicurano una lunga durata di funzionamento. I provati vantaggi delle lampade a led come fonte di luce consentono sempre più applicazioni per l’illuminazione domestica e ne fanno il futuro dell’illuminazione! Nel 2011 Sisolar Energy avvia una divisione legata alla produzione. Nelle prossime settimane verranno commercializzati nel mercato nazionale e internazionale le lampade led Sisolar Energy. È già previsto per l’inizio del 2012 la produzione di bici elettriche. Nei prossimi giorni Sisolar Energy stipulerà con la Garfin srl, primaria azienda specializzata nel campo della commercializzazione e distribuzione facente parte dello stesso gruppo, un accordo commerciale che prevederà l’affidamento alla Garfin di tutta la linea produttiva Sisolar Energy. 15/09/2011 - “31.000 posti di lavoro nel fotovoltaico italiano entro 2-3 anni”Fotovoltaico antidoto alla crisi: lo dicono numeri e scenari diffusi a PV Rome Mediterranean 2011, il grande salone dedicato alle tecnologie fotovoltaiche, che si svolge nell’ambito di ZeroEmission Rome 2011. Per Alberto Giovanetti, segretario generale del Comitato Ifi (Industrie fotovoltaiche italiane) che ha presentato la situazione del settore nel corso di un convegno, potrebbero essere creati fino a 31.000 posti di lavoro nell'industria del fotovoltaico in Italia nei prossimi due o tre anni. Secondo Giovanetti, per la filiera industriale del settore serviranno quasi 2 miliardi di euro di investimenti che possono portare a 6.200 posti di lavoro diretti e altri 24.800 nell'indotto. Questo se i trend di crescita della richiesta di energia solare saranno confermati. fonte: zeroemission.eu 13/09/2011 - L’incidente alla centrale francese riaccende le polemiche sul nucleareIn Europa si ritorna a parlare di sicurezza nucleare, dopo che ieri si è verificata un’esplosione alla centrale nucleare di Marcoule, nel sud della Francia, che ha ricordato a tutti quanto questa energia può essere pericolosa, anche senza il verificarsi di nessun evento eccezionale, come il terremoto/tsunami che colpi l’impianto di Fukushima in Giappone. Infatti, questo nuovo incidente è un duro colpo, soprattutto per tutti quelli che, anche dopo quanto accaduto a Fukushima, hanno continuato a sostenere il nucleare, accusando chi si opponeva di assurde ansie, che ora probabilmente saranno costretti a rivedere le proprie idee. Cosa che non dovranno fare tutti quegli italiani che si sono battuti per dire ‘No’ al nucleare, nonostante le rassicurazioni di chi voleva il suo ritorno a tutti costi, tanto da elogiare fino alla fine i suoi benefici, nonostante molti, tra cui diverse associazioni ambientaliste, cercavano di dimostrare che l’unica vera energia vantaggiosa per il paese era quella rinnovabile. Purtroppo, il fatto triste è che questo non è servito comunque a mettere al sicuro gli italiani dal nucleare, dato che l’incidente francese ci colpisce molto da vicino, creando così non poca agitazione e preoccupazione per le possibili fughe radioattive. Motivo questo che ha portato Greenpeace, e non solo, a chiedere trasparenza totale ed immediata sull’incidente, visto che Yannick Rousselet di Greenpeace France in un comunicato ha scritto: ‘è indispensabile che le popolazioni locali siano informate in tempo reale sulla situazione e su eventuali fughe radioattive’, anche se la cosa che più sconvolge è legge: ‘questo sito non rientra nelle ispezioni alle istallazioni nucleari francesi chieste dal governo, né in quelle effettuate dall’Autorità di sicurezza nucleare. Ciò dimostra che la Francia non ha tratto alcuna lezione dall’incidente nucleare giapponese di Fukushima’. Così in queste ore si fa sempre più forte la voce di tutti quelli che chiedono che l’Europa abbandoni al più presto il nucleare, dal momento che solo così si potrà garantire una maggiore sicurezza, al riguardo, il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, ha affermato: ‘è necessario avviare una battaglia per bandire il nucleare dall’Europa con un grande referendum europeo’. fonte: www.ecologia.guidone.it 02/09/2011 - Inquinamento: Fukushima sta superando i livelli di ChernobylIl terreno in 34 aree diverse della prefettura di Fukushima ha ormai punte di cesio 137 oltre gli standard seguiti a Cernobyl per l'evacuazione forzata della popolazione a seguito dell'incidente nucleare del 1986. La recente mappatura aggiornata della radioattività, anticipata dallo Yomiuri Shimbun, ha presentato novità negative in ben sei municipalità (Okumamachi, Futabamachi, Namiemachi, Tomiokamachi, Iitatemura e Minami-Soma) dove sono stati rilevati più di 1,48 milioni di becquerel per metro quadrato di cesio 137 che è il limite adottato per mettere in sicurezza gli abitanti della zona attorno a Chernobyl. I 34 punti, in base alla mappatura, si trovano nell'area off limits del raggio di 20 km dall'impianto di Fukushima, più le altre esterne per le quali e' stata decisa l'evacuazione per l'alta contaminazione. fonte: zeroemission.eu 31/08/2011 - Germania, nuovo record per la produzione da rinnovabiliE' record per le energie rinnovabili in Germania: nella prima metà del 2011 per la prima volta hanno fornito oltre il 20% del fabbisogno elettrico. Altro primato storico quello del fotovoltaico: per la prima volta la produzione è stata superiore a quella dell'idroelettrico. Secondo BDEW, l'associazione delle utility tedesche, le rinnovabili nei primi 6 mesi del 2011 hanno fornito 57,3 miliardi di chilowattora, ossia il 20,8% del fabbisogno elettrico nazionale. Un salto di oltre due punti percentuali dalla prima metà del 2010, quando avevano fornito il 18% dell'elettricità, pari a 50,5 miliardi di chilowattora. Come in passato, anche in questo primo semestre del 2011 a produrre di più è stato l'eolico, che ha soddisfatto il 7,5% della domanda (dal 6,6% del primo semestre 2010). La novità sta invece nel sorpasso del fotovoltaico sull'idroelettrico, ora la seconda fonte rinnovabile in Germania per produzione: ha fornito il 3,5% dell'elettricità (nel 2010 aveva dato il 2%), mentre l'idro ha contribuito al mix per il 3,3% (contro il 3,6% dello scorso anno). Le biomasse hanno invece pesato per il 5,6% (nel primo semestre 2010 5,4), mentre le altre rinnovabili hanno dato lo 0,8%. Un risultato, quel 20,8% di rinnovabili nel mix elettrico, che comunque è incoraggiante per un paese che – specie dopo Fukushima e la rinuncia a prolungare la vita delle centrali nucleari - ha messo le rinnovabili al centro della propria strategia energetica. I nuovi obiettivi del paese sulle rinnovabili sono stati infatti approvati ufficialmente il 30 giugno: entro il 2020 si punta ad avere non meno del 35% di rinnovabili nel mix elettrico, entro il 2030 almeno il 50%, almeno il 65% al 2040 per alzare l'asticella fino all'80% nel 2050. Obiettivi che, guardando ai progressi di fotovoltaico, eolico e le altre rinnovabili, sembrano pienamente raggiungibili. Nel 1994 le fonti pulite in Germania – paese, a differenza del nostro, con risorse idroelettriche relativamente scarse - soddisfavano il 4% del fabbisogno elettrico, l'anno scorso si era arrivati al 17% (Qualenergia.it, Germania, dove le rinnovabili superano ogni previsione). Secondo l'organizzazione delle aziende tedesche delle energie rinnovabili, la Bundesverband Erneuerbare Energie (BEE), per il Paese sarebbe facile arrivare al 47% di rinnovabili sul mix elettrico già nel 2020. Lander come la Baviera hanno già deciso che copriranno con le rinnovabili il 50% del fabbisogno elettrico del Land entro il 2021. fonte: qualenergia.it 29/08/2011 I dipendenti della Sisolar Energy si stringono attorno al dolore del presidente Cundari per prematura scomparsa del fratello. 22/08/2011 - L’80% dell’energia mondiale arriverà dalle rinnovabili nel 2050Quasi l’80% del fabbisogno energetico potrebbe essere soddisfatto dalle fonti rinnovabili entro il 2050, se le politiche nazionali e internazionali saranno abbastanza efficaci. Lo rivela il Rapporto speciale sulle rinnovabili (SREEN) appena pubblicato dall’Intergovermental Panel on Climate Change (IPCC). Secondo il gruppo di esperti delle Nazioni Unite, gli scenari futuri in materia di approvvigionamento energetico variano a seconda degli incentivi messi a disposizione dai governi e delle misure adottate per favorire lo sviluppo delle fonti “green”. La previsione più ottimistica delle quattro contenute nel rapporto prevede, appunto, che si arrivi a saziare il 77% della domanda energetica globale con le rinnovabili nel 2050. Una bella differenza, rispetto al 12,9% che le fonti alternative assicuravano all’umanità nel 2008 (secondo gli ultimi dati validati dallo stesso IPCC). In teoria, precisano gli esperti, si potrebbe arrivare ben oltre, riuscendo a coprire con le fonti low carbon l’intero fabbisogno di elettricità del Pianeta, ma l’opzione 100% rinnovabili appare, nel rapporto IPCC, ancora irrealistica, soprattutto perché le varie forme di energia verde richiedono ancora un processo di integrazione nei sistemi energetici già esistenti. Dovremo dunque “accontentarci”, si fa per dire, del 77% al 2050, con grandi benefici in termine di riduzione dei gas serra. Un traguardo che, ovviamente, richiede investimenti economici importanti ma non proibitivi. Nessuno dei quattro scenari contemplati nel dossier, infatti, prevede che la spesa per l’implementazione delle rinnovabili superi l’1% del Prodotto Interno Lordo globale. Un costo che sarebbe ulteriormente abbattuto, precisa l’IPCC, grazie alla riduzione della spesa sostenuta per le fonti energetiche fossili e per il nucleare, il cui peso nel mix energetico mondiale andrà via via a ridimensionarsi man mano che le rinnovabili prenderanno il sopravvento. Fonte: www.greenstyle.it
08/08/2011 - Solar Cross: la bicicletta che va ad energia solare Pannelli fotovoltaici applicati alla bicicletta elettrica Solar Cross. Si tratta di una soluzione innovativa che permette di pensare ad una mobilità sostenibile realizzata attraverso lo sfruttamento dell’energia solare. La bicicletta ecosostenibile è frutto di un’invenzione del canadese Terry Thorpe. Partendo da una mountain-bike - scelta per il sistema di sospensioni anteriori, che gli hanno permesso di montare agevolmente i pannelli - Thorpe ha aggiunto un motore elettrico da 24 Volt e 1 HP, una batteria principale ai polimeri di litio da 500 mAh, altre due batterie identiche come booster pack e alcuni pannelli da lui stesso realizzati. Per costruirli sono stati utilizzati fogli di policarbonato, fogli di alluminio e celle monocristalline da 457x152x152 millimetri; le celle producono ciascuna circa 4 Watt e forniscono circa 8,7 Volt di tensione. Inoltre un sistema di controllo permette di scegliere le batterie da ricaricare (due alla volta) tra le tre disponibili. Un’invenzione che mira in tutto e per tutto alla sostenibilità ambientale. Vari passi in avanti a sostegno dell’ambiente sono stati compiuti grazie alle realizzazioni particolari per ciò che riguarda le biciclette green. Basti pensare in questo senso alla bicicletta elettrica pieghevole per salire su treni e metrò, per non parlare, sempre in termini di mobilità sostenibile, della bicicletta elettrica intelligente. Fonte: www.zeroemission.eu 29/07/2011 Dopo il successo dell apassata stagione, Sisolar Energy rinnova l'impegno con la società calcistica asd Leonzio 1909.
25/07/2011 - Fotovoltaico, raggiunto il target di 8.000 Mw installati L’Italia ha raggiunto, con ben nove anni di anticipo, l’obiettivo nazionale per il fotovoltaico fissato dal PAN (Piano d’Azione Nazionale) per le energie rinnovabili, ovvero 8mila Megawatt installati entro il 2020. Il dato arriva dal contatore virtuale disponibile sul sito del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), aggiornato in tempo reale, secondo gli impianti fotovoltaici già in esercizio in Italia per i quali è stata presentata domanda di incentivi raggiungono una potenza complessiva incentivata ha raggiunto gli 8,4 Gigawatt. Fonte: www.greenstyle.it 11/07/2011 - Rivoluzione fotovoltaica in Giappone. Entro il 2030 fotovoltaico su tutte le nuove case Non si può pensare che il gravissimo incidente alla centrale nucleare di Fukushima, avvenuto in Giappone nel marzo scorso a seguito del sisma devastante e dello tsunami che si sono abbattuti sul Paese, non abbia giocato un suo ruolo nell’accelerare l’orientamento del governo nipponico verso la ricerca di alternative al nucleare, guardando alle energie rinnovabili. Ma, appunto, si è trattato di un’accelerazione impressa a un processo di parziale e progressivo affrancamento dal nucleare già innescatosi in Giappone sin dal 2009, quando furono varati i primi incentivi per incoraggiare la popolazione a installare pannelli fotovoltaici nelle nuove abitazioni. Incentivi che, sotto forma di sconti fiscali, vanno a riguardare sia i produttori sia gli acquirenti, determinando così una riduzione del prezzo finale dei pannelli che potrebbe addirittura arrivare ad attestarsi intorno al 50%. Considerata anche la densità di popolazione del Paese, 130 milioni di abitanti, stiamo parlando di quella che a buon diritto si potrebbe definire una vera e propria “rivoluzione energetica”. Il premier Naoto Kan ha affrontato esplicitamente l’argomento al recente G8 tenutosi in Francia, riponendo l’accento su un tema già scottante non solo per il suo Paese, ma per l’intera comunità internazionale, che dopo Fukushima non ha potuto evitare di tornare a interrogarsi sulla questione del nucleare. In particolare, il governo giapponese si è dato l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 la produzione di 1,4 GWh di energia da fotovoltaico e 5,6 GWh entro il 2030. Questo, peraltro, all’interno di un piano più generale di riduzione, entro il 2050, delle emissioni di gas serra del 60% circa rispetto a oggi. In particolare, grazie agli incentivi di cui si è detto, si prevede di riuscire entro il 2020 a dotare di impianti fotovoltaici l’80% delle nuove case, arrivando al 100% entro il 2030. Il progetto, denominato Eastern Japan solar belt, si pone un obbiettivo non da poco, considerate anche le enormi difficoltà provocate dal terremoto soprattutto in alcune aree del Paese e le ripercussioni fortemente negative che esso ha inevitabilmente avuto sulle sue economie. Inoltre, va tenuto presente che oggi in Giappone le fonti rinnovabili producono solo il 10% dell’energia elettrica domestica, gran parte della quale è di origine idroelettrica. Fotovoltaico e eolico non generano che l’1% sul totale. Prima dell’incidente dell’11 marzo a Fukushima il nucleare giapponese forniva circa il 30% della produzione elettrica, e nei piani energetici del paese asiatico questa quota doveva salire al 50% entro il 2030. Ma quanto avvenuto ha determinato una decisa inversione di rotta nelle strategie energetiche del Paese del Sol Levante, che, come Kan ha chiarito nel corso del G8, investirà molte risorse per ridurre i costi di generazione dell’elettricità solare: entro il 2020 a un terzo degli attuali livelli e a un sesto entro il 2030. Un obbiettivo, quest’ultimo, che inizialmente era previsto per il 2040! La sfida dunque non è da poco, ma occorre considerare che l’impegno del Paese e della sua comunità scientifica in questo senso ha avuto inizio già dalla fine degli anni Novanta: dal 1998, 130 ricercatori sono allocati solo a questo progetto, e il mese scorso i ministri giapponesi della scienza e dell’economia hanno iniziato la selezione delle aziende partecipanti, che andranno a costituire un consorzio. Molti grossi investitori e aziende si sono già dichiarati disposti ad impiegare fondi cospicui per iniziare a lavorare sul recupero delle aree più colpite dalla catastrofe di marzo. Fra questi, spicca l’amministratore delegato della società di telecomunicazioni Softbank, Masayoshi Son, il quale ha già annunciato la realizzazione di dieci nuovi impianti fotovoltaici proprio nelle aree colpite dal sisma, e la disponibilità ad investire ben 97 milioni di dollari per sostenere l’“Eastern Japan solar belt“, a cui si aggiungeranno altri fondi provenienti da amministrazioni locali e banche. La speranza di Son è che la sua iniziativa serva a orientare verso le rinnovabili tutta la politica energetica nazionale. Questa potrebbe davvero rappresentare per il Giappone una mossa vincente anche per uscire dalle gravi difficoltà finanziarie determinate dal terremoto. Sono infatti le associazioni ambientaliste a rimarcare, attraverso i loro monitoraggi sui cosiddetti “green jobs”, che la costruzione e installazione di un gran numero di pannelli fotovoltaici costituisce sempre per l'economia un ottimo fattore di spinta quanto a occupazione e reddito generato. Inoltre, l'annuncio del Giappone potrebbe anche imprimere ulteriore slancio alle iniziative di lotta al cambiamento climatico già prese da alcune nazioni, quali la Germania e la Gran Bretagna (che si è recentemente distinta con la recente, decisa presa di posizione del premier David Cameron, il quale ha ribadito l’obbiettivo della riduzione del 50% delle emissioni di gas serra entro il 2025). Naturalmente, un progetto vasto e ambizioso come quello giapponese abbisognerà di uno sviluppo parallelo di tecnologie, così da abbassare i costi e aumentare le prestazioni delle celle fotovoltaiche, a oggi ancora troppo basse. E va anche detto che non ci si sta muovendo solo in direzione dell’adozione massificata del fotovoltaico a livello individuale. C’è infatti anche in atto una ricerca dell’Agenzia Spaziale Giapponese per riuscire, entro il 2030, a raccogliere energia solare nello spazio attraverso mega pannelli solari di una grandezza complessiva stimata in 4 km quadrati collocati in orbita geostazionaria, per poi trasmetterla sulla terra attraverso fasci di microonde raccolti da gigantesche antenne paraboliche posizionate in mare o in zone lontane dallo sviluppo urbano. È il progetto Space Solar Power System (SSPS), al quale lavorerà l’Institute for Unmanned Space Experiment Free Flyer, che includerà tra le altre Mitsubishi Electric, NEC, Fujitsu e Sharp, con un primo step sperimentale già tra qualche anno: Tatsuhito Fujita, uno dei ricercatori che segue il progetto, ha infatti dichiarato che in tempi relativamente brevi un satellite per i test di trasmissione a microonde verrà messo in orbita da una missione giapponese. La profonda convinzione del team di ricercatori della Mitsubishi Heavy Industries, uno dei membri del team di ricerca, è che “L'energia solare è una fonte inesauribile e pulita, e questo sistema sarà in grado di risolvere tutti i problemi energetici e buona parte di quelli ambientali". E dato l’altissimo profilo delle loro competenze, c’è non solo da credergli, ma da sperare che i primi test diano risultati tali da incoraggiare anche i nostri Paesi a imboccare con maggior decisione la strada delle energie alternative. fonte: www.architetturaecosostenibile.it 30/06/2011 - Incentivi rinnovabili: in arrivo decreto per istituire un Conto Energia anche per il Solare termico Sono gli effetti dell'esito del referendum sul nucleare, dello scorso 12 e 13 giugno, e dei vincoli euopei sulla riduzione delle emissioni climaleteranti entro il 2020 (il cosiddetto 20-20-20): entro l'estate dovrebbero essere varati due decreti legislativi, uno per favorire il ricorso al solare termico - che dovrebbe essere ricalcato sulla stessa falsariga del Conto Energia per il fotovoltaico - ed un secondo che, invece, sarà un piano per l'efficienza energetica degli edifici e dell'industria. Ad annunciare la prossima emanazione dei decreti è sato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, nel corso di un seminario presso l’Università Bocconi di Milano. Un'ulteriore conferma, dunque, della necessità di un nuovo orientamento del Governo per quanto riguarda la politica energetica. Del resto lo stesso Ministro allo Sviluppo Economico,Paolo Romani, all'indomani del referendum sul nucleare, aveva annunciato un maggiore ricorso alle energie rinnovabili. Secondo Saglia le potenzialità dell' Italia nel solare termico sono molto elevate, più che nel fotovoltaico, tanto che «il calore da fonti rinnovabili è quello che darà il maggior contributo per il raggiungimento degli obiettivi al 2020» ha precisato il Sottosegretario. Il Piano del Governo, infatti, prevede che «le rinnovabili elettriche passino nel 2020 dagli attuali 5 Mtep (milioni di barili di petrolio equivalenti) a 8,5 Mtep, mentre le rinnovabili termiche dovranno passare da 3,2 a 10,4 Mtep». Il Governo, dunque, vuole la promozione dell’efficienza energetica e metterà in campo un mix di strumenti finalizzati allo sviluppo del sistema imprenditoriale italiano: promozione dinuova edilizia a rilevante risparmio energetico e riqualificazione energetica degli edifici esistenti, promozione della cogenerazione diffusa e dell'autoproduzione di energia per le piccole e medie imprese, rafforzamento del meccanismo dei titoli di efficienza energetica, promozione di prodotti nuovi altamente efficienti. Un programma ambizioso che, tuttavia necessiterà di adeguati strumenti di incentivazione che, per ammissione dello stesso Saglia ad oggi sono ancora insufficienti, considerando, ad esempio, che con la fine del 2011 cesserano anche le msure di incentivazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, cioè il meccanismo delle detrazioni fiscali del 55%.Inoltre per l'efficienza energetica, ha detto Saglia, «abbiamo un meccanismo di sostegno strutturale, i certificati bianchi, attualmente non del tutto idoneo a stimolare iniziative davvero competitive mentre le detrazioni del 55% non sono idonee a coprire la varietà di soluzioni tecniche impiegabili». Le nuove misure a cui sta lavorando il Governo, dunque, dovrebbero sostituire questi meccanismi. Le basi e gli strumenti normativi per il superamento ed il potenziamento del precedente regime, però, sono già pronti e, per Saglia, vanno individuate nel Dlgs 28/20011 ( l'ormai celebre e molto contestato Decreto Romani, di attuazione della direttiva europea 2009/28/CE) che già prevedeva la possibilità di un Conto Energia anche per il solare termico, così come fatto con il fotovoltaico, con il DM 5 Maggio 2011 (il Quarto Conto Energia) . Con il decreto legislativo 28, infatti, il Governo ha previsto appunto l'estensione al solare termico del conto energia fotovoltaico, oltre a «incentivi più orientati al mercato per le tecnologie con minor gap di competitività economica», come afferma Saglia, e un «sostegno continuo a ricerca e sviluppo». «Su tutti questi punti il ministero sta lavorando e il prima possibile saranno resi disponibili i testi da portare in consultazione» ha concluso Saglia. Fonte www.greenme.it21/06/2011 - In Bangladesh superato traguardo di un milione di famiglie solari Piccolo è bello, ancor più quando non è un fenomeno unico e isolato, ma diventa come nella 'green economy' il principio base di una rivoluzione tanto capillare quanto diffusa sul territorio fatta di tanti piccoli e micro impianti alimentati dalle fonti rinnovabili che avvicinano il momento della liberazione di un intero paese dalla dipendenza delle fonti fossili. Fonte www.zeroemission.eu 14/06/2011 - "Niente centrali nucleari? Allora più rinnovabili". Parola di ministro Arriva dal ministro Romani la conferma che il piano nucleare, bocciato alla prova referendaria avrebbe levato spazio alle rinnovabili. «Lavoreremo perchè la quota del nucleare si annulli completamente come già avevamo deciso abrogando la norma. Faremo, a mio avviso, una strategia energetica - ha detto Romani parlando a margine dell'assemblea di Confartigianato - che ha bisogno di una conferenza nazionale dell'Energia. In base a questa sarà fatta una nuova suddivisione delle fonti e ovviamente la parte riservata alle rinnovabili sarà molto più ampia». Fonte www.zeroemission.eu
08/06/2011 - Fukushima, Greenpeace: "Reattori molto più danneggiati del previsto" Scenari sempre più foschi sull’impianto di Fukushima. Un rapporto dell'agenzia di sicurezza nucleare giapponese (NISA) all'IAEA presenta un quadro ancor più grave di quello finora ammesso dal gestore dell’impianto, la Tepco. Il danneggiamento del vessel che contiene il nocciolo del reattore uno di Fukushima sarebbe avvenuto dopo sole cinque ore dallo tsunami e non quindici come precedentemente stimato da Tepco; il vessel del reattore due si sarebbe danneggiato dopo ottanta ore e non centonove, mentre il vessel del reattore tre si è danneggiato più tardi di quanto stimato (settantanove ore e non sessantasei). Il danneggiamento consiste in una serie di fori nel sistema di contenimento d’acciaio del diametro di circa dieci centimetri attraverso i quali sarebbero passate tonnellate di acqua usata nei tentativi di raffreddamento d’emergenza che è diventata altamente radioattiva poiché entrava direttamente in contatto con il combustibile nucleare fuso. “La cosa più grave del rapporto della NISA è che per la prima volta si ipotizza un "melt-through": il nocciolo fuso sarebbe infatti già passato dal vessel al contenimento primario, dunque l'inizio della cosiddetta "sindrome cinese" che in questo caso andrebbe ribattezzata "sindrome argentina" – afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. Fonte www.zeroemission.eu
03/06/2011 - Austria: dal 2015 stop all'importazione di energia atomica L’Austria sembra decisa a bloccare il nucleare sotto tutti i fronti. Il governo austriaco ha deciso, infatti, di bloccare, a partire dal 2015, l'importazione di energia prodotta nei paesi limitrofi da energia nucleare. Si tratta di una quota d’energia di origine nucleare che è pari al sei per cento e che dovrebbe essere rimpiazzata, secondo il ministro dell'Ambiente Reinhold Mitterlehner, con energia rinnovabile grazie a investimenti nel settore idroelettrico per due miliardi di euro nel prossimo biennio. Il nuovo piano energetico nazionale prevede un aumento del consumo di elettricitá dell'1,5 per cento, ma anche misure per migliorare l'efficienza energetica. Grazie alle nuove fonti rinnovabili, l'Austria punta a diventare entro il 2050 addirittura un esportatore di elettricitá, un obiettivo che Mitterlehner ha definito «molto ambizioso ma raggiungibile». La vocazione antinucleare degli austriaci è di vecchia data. L’Austria, infatti, decise di uscire dal nucleare con un referendum popolare del 1978, un anno prima dell’incidente di Three Mile Island. L’idroelettrico in Austria, fa la parte del leone, ma il Governo osserva con interessa anche altre fonti rinnovabili, come le biomasse a filiera corta e il solare termico, per il quale ha un piano di medio-lungo periodo. Fonte www.zeroemission.eu
30/05/2011 - Germania fuori dal nucleare entro 2022. “E' un addio definitivo” Dopo il pronunciamento di venerdì scorso dei Laender tedeschi favorevole alla chiusura definitiva delle sette centrali nucleari più vecchie del paese, bloccate all’indomani della sciagura nucleare di Fukushima, la svolta era nell’aria. Ed è arrivata oggi, di buon mattino, dopo che sempre venerdì scorso un report anticipato da Reuters aveva dato ancora più fondamento ai rumors che si sono inseguiti nei giorni scorsi: la Germania ha deciso di tornare sui suoi passi e ha annunciato l’addio definitivo all’energia nucleare entro il 2022. Benché posticipato di alcuni anni rispetto al ‘phase-out’ entro il 2017 avvalorato dai documenti in possesso di Reuters, ora l’addio all’atomo tedesco è ufficiale: il ministro dell'Ambiente Norbert Roettgen ha rivelato nelle prime ore del mattino la decisione “irreversibile” della coalizione di centrodestra.
Fonte www.zeroemission.eu
25/05/2011 - Nucleare, Svizzera: no a nuove centrali. Nel 2034 spenta l’ultima Svolta nella politica energetica svizzera: come anticipato lunedì, oggi il Consiglio federale svizzero si è pronunciato sul futuro dell’atomo nel paese dicendo la parola fine allo sviluppo di nuove centrali. In una raccomandazione inviata al Parlamento l'esecutivo chiede che non vengano realizzate le nuove centrali previste per sostituire quelle vecchie. Gli impianti attivi (cinque in tutto che forniscono quasi il 40% dell'elettricità svizzera), inoltre, verranno definitivamente chiusi nel 2034. “Il Consiglio federale intende continuare a garantire alla Svizzera un’elevata sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, tuttavia, a medio termine, senza energia nucleare”, si legge in un comunicato diramato al termine di una riunione del gabinetto. “Le attuali centrali nucleari verranno chiuse alla loro scadenza prevista e non verranno rimpiazzate.” Fonte www.zeroemission.eu 09/05/2011- IV Conto Energia, dopo il del Cdm la firma Il Quarto Conto Energia è stato firmato. Finisce così la lunga attesa del comparto fotovoltaico che da oggi in poi potrà contare su una nuova disciplina delle modalità d’incentivazione. Come annunciato il testo del decreto è giunto questa mattina sul tavolo di Palazzo Chigi dove ha ricevuto il via libera “politico” del Consiglio dei Ministri prima di vedere apporre la firma dei ministri Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo. Un passaggio, quello in CdM, non obbligatorio per la validità formale ma richiesto da Giulio Tremonti in merito agli effetti di lungo periodo ed evidentemente necessario dopo le tensioni, ora appianate, tra l’Mse e il dicastero dell’Ambiente. VERSO LA GRID PARITY Stabilità e prospettive a lungo termine, queste, spiega Romani, saranno le caratteristiche che accompagneranno, grazie al nuovo FiT, il mercato del fotovoltaico nazionale fino al raggiungimento della competitività tecnologica. ”E’ una riforma strutturale per le imprese e i cittadini, raggiunta dopo una complessa e laboriosa concertazione. Per il futuro energetico del Paese – ha aggiunto il ministro – siamo impegnati a raggiungere e superare gli obiettivi di Europa 2020. Le energie rinnovabili avranno, assieme all’efficienza energetica e alle reti intelligenti, un ruolo fondamentale nella nuova strategia energetica nazionale che presenteremo nella Conferenza Nazionale per l’Energia”. Con questo nuovo sistema – aggiunge la nota stampa rilasciata dal dicastero – il governo prevede di raggiungere la grid parity, vale a dire la competitività della tecnologia, già al 2017. IL NUOVO REGIME Il provvedimento non riporta sostanziali novità rispetto a quanto emerso nei giorni scorsi. Eliminato ogni limite alla produzione che lascia invece il posto ad sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi in relazione alla potenza installata che entrerà a regime a partire dal 2013. “Nel periodo transitorio è previsto un decalage progressivo necessario per allineare il nostro Paese ai livelli comunitari e la salvaguardia degli investimenti in corso. Inoltre un tetto di spesa massima ed un registro tenuto dal Gse solo sui grandi impianti (superiori a 1 MW su tetto e 200 kW a terra), consentiranno di limitare i fenomeni speculativi”. I limiti di spesa Nel periodo compreso tra il secondo semestre 2011 e tutto il 2012 il cap è stato fissato a 580 milioni (per 2.690 MW di potenza): 300 milioni nel 2011, 150 mln nel primo semestre 2012 e 130 mln per il rimanente periodo. Fuori dalla limitazione i piccoli impianti, quelli operanti in regime di scambio sul posto fino a 200 kW e quelli realizzati su aree dell’amministrazione pubblica. A partire dal 2013 in poi per ogni superamento della soglia scatta una riduzione della tariffa per i periodo successivo, fino a raggiungere lala potenza indicativa totale a fine 2016 di 9.770 MW con tetto di spesa pari a 1.361 milioni. Rimane confermata l’erogazione dell’incentivo dal momento dell’entrata in esercizio dell’impianto, con la garanzia del rispetto dell’iter di connessione da parte del gestore di rete. Uno dei “pilastri” del nuovo Conto Energia, come definito dallo stesso Ministro Romani, sarà “la certezza della produzione elettrica, con l’Autorità che regola questo meccanismo”. L’articolo 6-bis riporta infatti “Nei casi in cui il mancato rispetto, da parte del gestore di rete, dei tempi per il completamento della realizzazione della connessione e per l’attivazione della connessione [...] comporti la perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante, si applicano le misure di indennizzo previste e disciplinate dalla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas ARG/elt 181/10 e relativo Allegato A, e successive modifiche e integrazioni”.Rimane ovviamente anche la distinzione tra piccoli e grandi impianti, così come le premialità aggiunte per specifiche tipologie e applicazioni fotovoltaiche: del 5% per i piccoli impianti, realizzati da comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti; di 5 centesimi di euro/kWh per gli impianti installati in sostituzione di coperture contenenti amianto; del 5% per gli impianti il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all’interno della Unione Europea. Inoltre a vantaggio dei consumatori e della qualità del Made in Italy, sono stati introdotti determinati requisiti di garanzia, efficienza e innovazione degli impianti, al rispetto dei quali sono previsti livelli di incentivazione più elevati.
06/05/2011 - Energia atomica a picco: solo il 15% degli italiani è favorevole A poche settimane dalla “moratoria” sul nucleare del Governo ecco che si concretizza “l’incubo” del referendum. Secondo un sondaggio di Lorien Consulting realizzato per il mensile di Legambiente La Nuova Ecologia, infatti, sono pochi i favorevoli all’ atomo e parecchi i contrari alla privatizzazione dell’acqua. È quanto si legge dal sondaggio pubblicato sull’ultimo numero della rivista. Secondo la rilevazione del mensile di Legambiente, solo il 15,7% degli italiani è ancora d’accordo sul nucleare, mentre il 60% si dichiara contrario alla privatizzazione dei servizi idrici. Fonte www.zeroemission.eu 14/04/2011 - Ennesimo "No" al nucleare. E questa volta arriva dal centrodestraPrime incrinature sul fronte del nucleare anche nel centrodestra. «Fukushima è collassata, come era scritto avvenisse e tutti coloro che hanno fin qui minimizzato l'evento dovrebbero affrettarsi ad abbandonare atteggiamenti di sufficienza o di furbizia. – afferma il deputato del Pdl, Fabio Rampelli, in una nota - Nessun modello di produzione d'energia è così devastante per l'uomo e per l'ecosistema come quello della fissione nucleare, è ormai un dato incontestabile. Dalle fonti fossili da cui si trae energia, possono scaturire incidenti gravi, ma solo le radiazioni nucleari si propagano per anni e producono conseguenze sulla salute della persona per decenni. I paesi occidentali dotati di reattori nucleari devono rivedere i loro programmi, dismettere le centrali di prima e seconda generazione, mettere in sicurezza quelle di terza, bonificare i siti, smaltire le scorie radioattive, cioè pagare per miliardi di euro il debito atomico accumulato, per dirla con il ministro Tremonti». Il giudizio quindi è netto ma non basta. Per l’esponente del centrodestra, infatti, l’Italia, nella sfortuna di aver fin qui pagato salata l'energia, ha la fortuna di non possedere centrali e di non doversi far carico dei costi stellari dei paesi nuclearizzati. Fonte www.zeroemission.eu 22/03/2011 - Dlgs Rinnovabili: la proposta per il fotovoltaico di Confindustria Soglia massima di 1.500 MW per gli impianti che potranno beneficiare del Conto energia nel periodo dal 1 giugno 2011 al 31 dicembre 2011, più l'eventuale differenza tra 500 MW e la capacità realizzata e incentivata con il terzo Conto energia; riduzione degli incentivi del 10% al 31 dicembre 2011; gli impianti che resteranno fuori entreranno in una graduatoria per l'accesso agli incentivi negli anni successivi; estinzione totale degli incentivi dal 2017 con tetto alla spesa complessiva dal 2017 di sei miliardi l'anno; aste a partire dal 2013. Fonte www.zeroemission.eu 10/03/2011 - Rinnovabili, Miccichè: O il decreto cambia o il governo cade Già alla vigilia dell’approvazione del decreto ‘ammazza rinnovabili’ che attua la direttiva europea 2009/28/CE, Forza del Sud, il movimento politico del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Micchichè, era stato categorico: o si cambiava il provvedimento, o sarebbe mancato il loro appoggio al Federalismo municipale. Rientrato in serata l’allarme con la promessa di modifiche da parte del Governo, anche Forza del Sud era rientrata nei ranghi. Si può perciò immaginare la delusione dei parlamentari del partito quando, il giorno dopo, a decreto ormai approvato, si sono trovati di fronte un provvedimento forse addirittura peggiore di quello precedente. Così Miccichè e il suo Forza del Sud sono tornati ad alzare la voce e a minacciare: “O il decreto cambia, o il governo cade”.
Un’occasione per conoscere il ‘Micciché pensiero’ sull’argomento sarà stasera, alle 21,10, quando andrà in onda su Italia 1 un’intervista esclusiva al Sottosegretario rilasciata alle ‘Iene’ nell’ambito di un servizio dedicato alle energie rinnovabili e allo stesso decreto approvato la settimana scorsa. Nell’intervista il leader di Forza del Sud avverte che non ha intenzione di rinunciare alla battaglia contro il dlgs ‘rinnovabili’ e anzi fa sapere al governo che il suo movimento è pronto a far valere la propria forza. A questo scopo utilizzerà il metodo già collaudato dalla Lega, basato sulla minaccia: “O si fa così o cade il governo”. “Forza del Sud - spiega Micciché - nasce per condizionare le scelte del governo. Oggi abbiamo una fortuna, che la maggioranza è risicata. Siamo in Parlamento un numero di deputati tali che possiamo condizionare le scelte. Come la Lega, che non so da quanti decenni minaccia: 'O si fa così o cade il governo’. Bene, oggi si sappia che c'è un'altra forza politica che si occupa di un'altra parte d'Italia, di un altro territorio che sino ad oggi, se vogliamo, non è stato amato da tutti ma non è stato curato, diciamo da nessuno, che ragiona nella stessa maniera della lega. 'O si fa così o cade il governo'". Nell’intervista Miccichè accenna al “dubbio che questo sia un decreto che sia stato spinto da qualcuno che non ama molto le rinnovabili e che probabilmente avrebbe intenzione di continuare nello status quo”. E questo è inaccettabile. Il Sottosegretario mette infatti in evidenza il rischio per molte imprese del settore di chiudere i battenti e rivolge un appello ai ministri competenti: “Non possono non accettare queste obiezioni che noi stiamo facendo perché non possono assumersi la responsabilità di veder fallire come un effetto domino tutte una serie di aziende." Perciò: "Forza del Sud farà valere la sua forza, o andiamo a votare subito." Fonte www.zeroemission.eu
23/02/2011 - Vancouver, anche quest'anno la città dove si vive meglio Dopo la classifica delle città più ‘green’ dell’Asia, oggi arriva quella dei centri urbani più vivibili del pianeta. In quest’ultima, che ha un respiro globale, eccelle la canadese Vancouver, che per il secondo anno consecutivo si aggiudica il gradino più alto per cultura, istruzione, tutela della salute, ambiente, infrastrutture e stabilità.
Sono le categorie cui fanno riferimento i 30 parametri su cui è costruito il ‘Liveability Ranking and Overview’, l’indice realizzato dall'Economist Intelligence Unit, il gruppo di ricerca legato al famoso quotidiano finanziario, che misura il livello di qualità della vita in 140 città in giro per il mondo, classificate in base a un punteggio che può andare da 1 (che significa un livello di vita ‘intollerabile’) a 100 (‘ideale’). La città della British Columbia, in Canada, splendidamente posizionata sul Pacifico che mitiga il suo freddo clima nordamericano, ha fatto registrare il punteggio (98 su 100) più alto e non solo per merito del buon ritorno di immagine ottenuto dai giochi invernali del 2010, che – assicura l’Eiu - hanno solo migliorato quanto di buono già c’era. L’altro paradiso terrestre urbano, almeno secondo l’Eiu, è Melbourne, che si aggiudica la medaglia d’oro, mentre il bronzo è per Vienna, che condivide insieme alla finlandese Helsinki (sesta) il privilegio di essere la sola città europea presente nella top ten. Dove non c'è nessuna traccia di città italiane. Le posizioni numero 4 e 5 sono infatti occupate sempre da città canadesi, Toronto e Calgary, mentre l’Australia conquista la parte finale della top ten con Sydney, Perth e Adelaide, rispettivamente settima, ottava e nona. Chiude la neozelandese Auckland. Le città europee tornano al 12° posto con Ginevra e al 16° posto con Parigi. La classifica premia in generale le città di medie dimensioni, in generale meno inquinate, più sicure e con un più facile accesso ai servizi: e, infatti, metropoli come Londra o New York non fanno proprio una bella figura, con rispettivamente il 53° e il 56° posto, per non parlare di Pechino, solo al 72°, surclassata dalla ex colonia Hong Kong, inserita al 31° posto. Fanalino di coda nella classifica, con un punteggio di appena 37,5, è Harare, in Zimbabwe, il posto più invivibile del pianeta secondo l’Eiu. Fonte www.zeroemission.eu 07/02/2011 - Siccità record in Amazzonia: nel 2010 morti milioni di alberi Durante il 2010, milioni di alberi sono morti in Amazzonia in seguito a una grave siccità. La paura è che venga compromessa l’essenziale funzione della più grande foresta vergine del mondo di assorbire le emissioni di gas serra. Simon Lewis, dell’Università di Leeds ha coordinato una ricerca pubblicata oggi, 4 febbraio, su Science, che suscita notevoli preoccupazioni.
11/01/2011 - Ivy, l’auto solare che corre più veloce del vento Esile e leggera, dalle linee agili e sfuggenti Ivy sembra una diva nell’obiettivo dei fotografi. Il suo momento di gloria se lo è guadagnato mettendo a segno il record di velocità per un veicolo solare: oltre 88 chilometri all’ora, più di 10/kmh rispetto al precedente, sempre di un veicolo australiano. Per riuscirci è bastata una potenza pari a quella di un tostapane (1.200 Wp), 400 celle solari in silicio e tutta la tenacia del gruppo di docenti e studenti dell'università del Nuovo Galles del Sud. 20/12/2010 - Spagna: nel 2010 il 35% dell'energia è stata prodotta da fonti rinnovabili Spagna sempre più "rinnovabile". Nel 2010 la penisola iberica ha registrato un aumento netto della percentuale di energia generata dalle fonti energetiche non fossili. Red Electrica, ovvero l'operatore elettrico spagnolo, ha stilato un rapporto di fine anno, dal quale emerge che l'energia prodotta da fonte rinnovabile ha coperto il 35% della domanda energetica nazionale.
20/12/2010 - Vendola: tetti fotovoltaici per le case pugliesi. “Gratis” “Una sperimentazione che non ha precedenti in Italia”. Così il presidente pugliese definisce l’iniziativa lanciata siglando un protocollo d’intesa con Enel.Si per promuovere l’installazione di impianti fv sulle coperture degli edifici pugliesi “Oggi inizia il secondo tempo della strategia regionale in materia di fotovoltaico. – ha annunciato Nichi Vendola – Il tentativo è quello di realizzare una vera e propria solarizzazione strutturale degli edifici pugliesi, case, ospedali, scuole, parcheggi e molte strutture pubbliche”. Che andrà a beneficio di “famiglie, micro e piccole imprese”. 10/12/2010 - Boom dei green jobs, “In Germania sono già 340mila” Boom dei lavori ‘verdi’ in Germania: il loro numero, entro il 2030, potrebbe addirittura raddoppiare.Crescono in particolare i posti di lavoro legati alle energie rinnovabili: in Germania alla fine del 2009 il settore ha raggiunto la cifra di 340mila occupati, quasi la popolazione di Firenze. Il dato è più che raddoppiato rispetto al 2004, quando gli addetti erano 160mila.
15/11/2010 - Meraviglie del pianeta a rischio, “Poco tempo per visitarle" Come il 'nulla' del film ‘La storia infinita’ del 1984 che incombeva sul mondo divorandolo progressivamente, i cambiamenti climatici stanno cambiando il volto del pianeta e nel giro di pochi anni possono cancellare dalla carta geografica alcuni dei luoghi simbolo della civiltà umana. L’allarme arriva dal sito ambientalista Mother Nature Network che per denunciare i rischi legati alla desertificazione e all’innalzamento del livello dei mari, sceglie la ‘provocazione’ di invitare a visitare quanto prima le 10 meraviglie del nostro pianeta.
22/10/2010 - Nucleare, “Probabile una centrale in Lombardia” Una centrale nucleare in Lombardia? Un’ipotesi molto probabile per il neo-ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, che tuttavia non si sbilancia sulle intenzioni del governo. Una centrale nucleare in Lombardia? Un’ipotesi molto probabile per il neo-ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, che tuttavia non si sbilancia sulle intenzioni del governo. A Romani “sembrerebbe strano non prevedere che in Lombardia non ci sia un impianto a energia nucleare” in quanto la regione “è la più grande, la più popolosa, la più industrializzata, quindi quella che ha più bisogno di energia”. Per il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, invece, il governo bluffa ed è già nota la localizzazione dei siti . La centrale nucleare in Lombardia di cui ha parlato oggi il ministro Romani, "molto probabilmente, sarà realizzata tra le province di Cremona e Mantova lungo l'asta pluviale del fiume Po. Sono mesi che assistiamo ad un balletto indecoroso del governo che alterna mezze verità a tante bugie" insteste Bonelli. E annuncia che "già dalle prossime settimane noi Verdi lanceremo una mobilitazione straordinaria per la democrazia nell'informazione, affinché questioni come quella del nucleare non siano trattate in assoluta assenza di contraddittorio, come, invece, sta avvenendo".
08/10/2010 - Marea nera, Ue: “Stop a perforazioni acque profonde” L’incidente nel Golfo del Messico alla Deepwater Horizon della Bp, che ha causato la peggiore fuoriuscita di petrolio della storia durata ben tre mesi e mezzo, deve essere un ammonimento affinché disastri simili non si ripetano più nei mari del mondo. Una lezione di cui vuole si faccia tesoro il commissario Ue all’Energia, Guenther Oettinger, che mercoledì prossimo proporrà un giro di vite regolatorio per l’industria petrolifera offshore. La settimana prossima Oettinger ribadirà la richiesta di uno stop temporaneo alle perforazioni in acque profonde per la ricerca di petrolio almeno finché non sarà completata l'inchiesta sulle cause che hanno portato al disastro ambientale nel golfo del Messico a seguito dell'esplosione di una piattaforma di Bp. "La Commissione Ue ribadisce la richiesta agli stati membri di sospendere la licenza per complesse operazioni di esplorazione di petrolio e gas finché un’inchiesta tecnica sulle cause dell'incindente Deepwater Horizon saranno completate e il regime di sicurezza offshore europeo rivisto", si legge nella bozza di documento, anticipata da Reuters, e che con molta probabilità presenterà Oettinger. La proposta sarà esaminata dal Parlamento europeo per un dibattito e dovrà essere approvata da tutti i 27 Stati membri prima che abbia effetto.
16/07/2010 - Da oggi on-line il restyling del sito Sisolar Energy Nuovo, moderno ed aggiornato con una nuova veste grafica. Così viene presentato oggi il sito della Sisolar Energy che in vista della ormai prossima partecipazione alla PV Rome 2010, propone il restyling del sito con tantissime informazioni utili per chiunque volesse conoscere ed approfondire i contenuti sul mondo delle energie rinnovabili. Per la Sisolar Energy questo è il secondo appuntamento con una delle più grandi fiere sulle energie rinnovabili, che quest’anno si terrà dall’08 al 10 settembre. 15/07/2010 - Certificazione energetica L’attestato diventa obbligatorio anche nelle locazioni. Ad un anno dall’entrata in vigore della certificazione energetica degli edifici nel caso di compravendita, in due regioni dell’Italia settentrionale, Lombardia ed Emilia Romagna l’obbligo viene esteso anche nel caso di locazione. Chiunque infatti vorrà affittare un edificio dovrà presentare insieme al contratto d’affitto anche l’attestato che ne certifichi la classe di qualità. Seppur con specifiche diverse ogni regione dovrà seguire le nuove direttive, pena per chi omette l’attestato multe e declassamento dell’edificio. Già Toscana, Piemonte e Liguria avevano già introdotto l’obbligo della certificazione nel caso di affitto; le tre regioni italiane seguono singolarmente un proprio iter applicativo. 06/07/2010 - Il museo Louvre “cambia luce” Siglando un accordo con Toshiba Corporation alcune tra le più celebri zone del Louvre saranno illuminate con la moderna luce a led. Le ‘soluzioni a Led’ di Toshiba sostituiranno le luci allo xenon ne la Piramide, la Cour Napoleon e la Cour Carrè, l'ingresso principale del museo. Secondo le previsioni l’installazione dei nuovi dispositivi a Led nella Cour Napoleon e nella Piramide sarà completato fine del 2011, mentre per la Cour Carrè i lavori proseguiranno fino a fine 2012. In totale è prevista la sostituzione di ben 4500 punti luce per le pareti e per il tetto. 14/06/2010 - Per la Balocco dolci zero emission L'azienda Balocco ha deciso di dare una svolta ecologica al proprio sistema di produzione dolciaria realizzando uno dei più grandi impianti fotovoltaici mega copertura industriale del Piemonte. 12/06/2010 - Biomasse: in Svezia sono la prima fonte energetica Secondo l'associazione svedese per le bioenergie Swedish Bioenergy Association (Svebio), tra il 2000 e il 2009 l'energia totale generata dalle biomasse è salita da 88 a 115 milioni di MWh, mentre quella prodotta dal petrolio è scesa da 142 a 112 milioni di MWh, segue l’energia idroelettrica con 61 milioni di MWh e quella nucleare con 47 milioni di MWh. Per quanto riguarda la produzione di elettricità, le biomasse coprono l'8 per cento al fabbisogno nazionale, un dato che secondo le previsioni è destinato a salire del 10 per cento nel 2011. |


News





